Progetto Mi-Re-Do

La musicoterapia ha lo scopo di ridurre le conseguenze dei danni cognitivi e comportamentali e anche solo di mantenere le capacità residue nei soggetti più gravi, utilizzando come mezzo l’elemento sonoro musicale. La musica è un linguaggio, insito nel bambino, e come tale va fatto affiorare, portarlo alla luce e fare in modo che ciascuno possa riconoscere di averla dentro di sé. Essa si compone di diversi elementi che suscitano emozioni, fanno nascere immagini e provocano il movimento. Tali elementi sono il ritmo, la melodia, l’armonia, il timbro, il tempo, le sfumature, l’intensità. Cantando impara ad ascoltare e a parlare con più scioltezza (avete mai notato che anche chi balbetta riesce a cantare tranquillamente?), sviluppando l’orecchio interno. “Il bambino che canta è un bambino felice” ci spiega la pedagogia della musica: fisicamente si appella al respiro, al tono corporeo alla acuità uditiva. Sul piano psicologico lo proietta verso un mondo esterno, contribuisce ad eliminare le tensioni interne e fisiche poiché l’attenzione si concentra sul respiro, sulla postura, sulla melodia e il ritmo. La canzone sarà spesso accompagnata da movimenti, e consente così al cervello una doppia attivazione, tanto sul piano motorio che intellettuale, lavorando nel contempo sulla memoria.

L’ascolto contribuisce allo sviluppo intellettivo del bambino risvegliando la sua attenzione, la sensibilità e l’affettività.
Non solo: la musica risveglia la creatività. Il bambino ha già in sé la straordinaria capacità di attingere all’immaginazione per integrare tutto ciò che lo circonda. La creatività conduce spesso ad una più grande autostima (ottimo per i bambini timidi), maggiore fiducia in sé e una valorizzazione dell’identità personale, spingendo sempre
più lontano i limiti di tale immaginazione, che lo aiuterà da grande a cercare sempre la migliore soluzione a qualunque problema.
Le ricerche sul cervello dimostrano che la lingua si sviluppa nelle aree dell’emisfero sinistro; la musica, in quanto linguaggio, fa uso però di entrambi gli emisferi, sollecitando sia gli aspetti analitici che quelli globali. Inoltre potete fare caso al fatto che li linguaggio musicale si manifesta molto prima di quello verbale, attraverso primi suoni, sfumature e intonazioni che il piccolo usa per tentare di comunicare con chi gli sta vicino. In questo percorso che ho formulato, darò molta importanza al rapporto suono-parola, aiutando così quei bambini con difficoltà del linguaggio verbale e dell’apprendimento che spesso portano a disturbi come la dislessia.
Il ritmo è vita: pensiamo al ritmo cardiaco, al ritmo respiratorio, al movimento della camminata… senza ritmo non c’è né musica né linguaggio parlato. Lavorando sul ritmo lavoro sull’apprendimento anche dei valori musicali, aiutando la comprensione delle operazioni matematiche.
Infine, se così si può dire, la musica ha un aspetto terapeutico, agendo sul piano neurologico, cognitivo, psicologico ed affettivo va a lavorare su aspetti del carattere che una volta cresciuti è difficile correggere.
Il risveglio musicale e l’educazione musicale dovrebbero essere un’opportunità offerta ad ogni bambino e integrata nel curriculum scolastico; il bambino musicale è più sveglio, creativo, sensibile, portato ad un atteggiamento positivo, caratterizzato dall’elasticità che dà il cercare le diverse possibilità, le diverse prospettive, di fronte a qualsiasi concetto, evento od esperienza; capacità che resteranno con lui fino al raggiungimento dell’età adulta ed oltre.

Finalità del progetto “MI-RE-DO”

  •  Sviluppare l’autostima, la collaborazione, la capacità di attenzione
  •  Sviluppare il senso ritmico, la capacità vocale e la valenza espressiva del 
linguaggio musicale, attraverso l’utilizzo di strumentario Orff
  • Sviluppare la socializzazione, la coordinazione, la creatività e 
l’espressività
  • Eventuale integrazione alunni disabili e con disturbi del comportamento 
e attività psicomotoria

Obiettivi

  • Condurre il soggetto ad intendere la corporeità e l’emotività proprie ed altrui sempre e comunque come una risorsa e non come un limite
  • Acquisire un maggior equilibrio nel rapporto soggetto/spazio circostante
  • Migliorare la percezione di stimoli provenienti dall’esterno e dal proprio corpo, al fine di favorire un miglior uso della forza e del bagaglio energetico potenziale
  • Migliorare la consapevolezza del tempo proprio e altrui impiegabile nell’attività svolta
  • Mettere in campo i conflitti non risolti del proprio quotidiano, al fine di sciogliere gradualmente attraverso il gioco e le attività proposte i blocchi gestuali ed emotivi maturati negli anni
  • Stimolare l’uso della memoria e la capacità di attenzione
  • Incrementare le capacità associative
  • Stabilire, stimolare la comunicazione attraverso il mondo musicale
  • Sviluppare relazioni umane e interpersonali
  • Attenuare modelli di comportamento patologico
  • Attenuare un particolare comportamento aggressivo
  • Promuovere l’integrazione psicologica, emozionale e relazionale del bambino attraverso il processo creativo

Contenuti

  • Utilizzo di strumenti ritmici e melodici
  • Dialogo sonoro
  • Elementi di arte terapia, danza terapia e psicomotricità
  • Ascolti
  • Canti e canti figurati (con aggiunta di movimenti)

Se ci sarà
 il tempo, ma anche se vedrò che è possibile una partecipazione ordinata, potrò anche stimolare ulteriormente la capacità di attenzione attraverso l’uso del computer e di strumenti che si collegano ad esso al fine di far creare dei suoni dai bambini, ascoltando suoni particolari e inventandone di nuovi loro stessi.
Attraverso la musica il soggetto abbandona il proprio abituale ruolo nel gruppo ed ha la possibilità di volta in volta di reinventarsi, affidando le proprie pulsioni nascoste ad una maschera, ad uno strumento musicale, al computer, che riscattano i suoi nodi problematici.

Durata: 45 minuti ad incontro.

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